Grande Guerra Volti Momenti Relitti

GRANDE GUERRA VOLTI MOMENTI RELITTI
PAOLO DEL GIUDICE
dipinti su cartone, tavola e tela 2017-2018


Dal 11 novembre 2018 al 06 gennaio 2019

Vittorio Veneto

Museo della Battaglia
Chiesa di San Paolo al Piano
Piazza Giovanni Paolo I, 88
Ceneda

Torre dell’Orologio
Via Niccolò Tommaseo, 2
Serravalle

Orario:
Museo della Battaglia
martedì – venerdì    9.30 – 12.30
sabato e domenica  10.00 – 13.00  / 15.00 – 18.00

Torre dell’Orologio
lunedì – venerdì   14.00 – 18.00
sabato e domenica   15.00 – 18.00

chiusura: 25 e 26 dicembre 2018, 1 gennaio 2019

Info:
info@museobattaglia.it
www.museobattaglia.it • Tel. 0438 57695
www.paolodelgiudice.com

Si ringrazia per la collaborazione l’associazione Amici della musica “A.Corelli”

Dopo la grande mostra allestita negli spazi del Forte Mezzacapo di Mestre, a cent’anni esatti dalla fine del conflitto Paolo del Giudice ripropone a Vittorio Veneto un corpo consistente di dipinti, frutto di un anno di lavoro interamente dedicato alla Grande Guerra.

Nel suo studio ai piedi del Montello l’artista ha ripercorso la tragedia di cent’anni fa, esplorando gli archivi fotografici ora disponibili sui siti digitali e una generosa collezione privata. Ne ha tratto oltre un migliaio di foto da cui ha distillato le prime immagini su piccoli cartoni e tavolette. Volti di giovani soldati, a volte quasi bambini, spavaldi e impauriti a un tempo, spaesati e quasi presaghi. Italiani, austriaci, tedeschi. Accanto a quelli austeri dei generali, presi a mezzobusto e carichi di decorazioni. E’ stato conseguente passare dai volti alle figure intere e poi alla quotidianità di quei soldati.

Dall’assurdità della guerra portata in alta montagna sintetizzata da una salita faticosa e silenziosa, quasi una via crucis, di una colonna di alpini verso l’ignoto, alla vita nelle trincee fatta di condizioni subumane di sopravvivenza; e di attese interminabili fino al momento tragico dell’uscire allo scoperto. Qui Del Giudice si ferma, non descrive lo scontro ma semmai le conseguenze, come la veglia e il compianto intorno a un caduto.

E lascia parlare i relitti: i solchi delle trincee che feriscono il terreno come linee di faglia, i disegni creati dalle barriere di filo spinato, gli ammassi di grovigli, le carcasse di camion, le colonne di automezzi che sembrano carri funebri, i cannoni abbandonati che, persa la potenza distruttrice, si trasformano in testimoni muti della tragedia. Le rovine degli abitati e soprattutto delle chiese ferite dai bombardamenti, da quella veneziana degli Scalzi alle tante parrocchiali dei paesi allineati lungo il corso del Piave. E le conseguenze sui civili solo accennate dai carri dei profughi.

Come sua abitudine Del Giudice ha ripreso ossessivamente alcuni temi in lavori di dimensioni crescenti fino ai due metri e oltre, con soluzioni pittoriche sempre diverse, come la figura di Maria Bergamas, la Madre del milite ignoto, monito e contrappunto femminile all’interno della mostra.

La collocazione delle opere nelle due sedi segue la traccia del sottotitolo della mostra: volti momenti relitti. I primi si allineano sospesi, grazie ad una struttura appositamente ideata, nello spazio della chiesa di San Paolo al Piano, adiacente alla rinascimentale Loggia del Cenedese e inserita nel percorso del Museo della Battaglia. In ideale dialogo con i nomi dei combattenti nei volumi del Memoriale dei Cavalieri di Vittorio Veneto là conservati.

Momenti e relitti si distribuiscono negli ambienti a più livelli della Torre dell’Orologio, che ingloba la porta sud delle mura di Serravalle, frutto della ristrutturazione ottocentesca della medievale Porta di San Lorenzo.

… E l’arte, ancora una volta, si fa interprete di emozioni e sentimenti eternando quegli eventi e contribuendo ad avviare una riflessione profonda sul nostro essere uomini. A partire da quelle radici, dalle trincee e dai camminamenti, dai reticolati e dai fili spinati, a partire da quell’immane sacrificio.

Lo sguardo penetrante di Paolo del Giudice ritaglia i fatti dalla cronologia e, proiettandoli nel presente di ognuno di noi, colloca quelle vite in un tempo sospeso.

Un tempo indimenticabile, fuori dalla storia ma dentro la memoria. Per sempre.

AntonellaUliana dal testo in catalogo

Biografia – Biography

English version

 

Nato a Treviso nel 1952, vive e lavora tra la casa in città e lo studio ai piedi del vicino Montello. Il suo apprendistato si è svolto tra i dieci e i sedici anni dipingendo dal vero nel paesaggio.

Dal 1968 inizia a lavorare in studio, spostando il suo interesse sulla figura umana affrontata in chiave espressionista. Elabora in pochi anni un linguaggio già autonomo, tanto da conseguire, nel 1970, il primo premio alla X edizione della prestigiosa Biennale Triveneta d’Arte di Cittadella. Leggi tutto “Biografia – Biography”