homepage

Gli anni del paesaggio

dipinti dal 1964 al 1969


9 novembre – 1 dicembre 2019

Galleria dell’artistico
Via Carlo Alberto 5, Treviso

Inaugurazione venerdì 8 novembre, ore 18.00

Aperto dal martedì alla domenica  16.00 – 19.00
Sabato anche  10.00 – 12.00

 

Dal testo in catalogo

A letto con gli orecchioni, a sette anni: la prima volta che ho disegnato con passione. Soldati e cannoni. Pastelli e poi colori a tempera, senza particolari risultati.
Da allora però qualcosa è scattato se, per il decimo compleanno, mi sono fatto comprare i colori ad olio. La sera stessa ho cercato di ritrarre su una tavoletta di faesite il grande pero dietro casa, sulla riva del Botteniga, seguendo le istruzioni lette sul manuale dato in omaggio dal negoziante.
Secondo soggetto che ricordo, pochi giorni dopo, un mare di notte coi riflessi della luna piena, dipinto nella semi oscurità di una terrazza fronte mare a Jesolo. Che ha fatto esclamare al papà: “No sta pì tocarlo”, anche se coi figli parlava sempre in italiano.
Insomma l’inizio è stato il paesaggio dal vero, integrato copiando dipinti dell’Ottocento da libri d’arte e calendari. Nel 1964 il primo quadro fuori dal giardino di casa, nel centro storico di Treviso. Quell’uscita significava aprirsi ad una infinità di soggetti, ma anche avere il coraggio di confrontarsi con la presenza e i giudizi dei passanti.
Da allora, per cinque anni e in tutte le stagioni, ho perlustrato la città, la periferia e la campagna allora molto più vicina. Sempre con la bici e la tela o la tavola fissata sul cavalletto da campo, che tenevo con la mano libera. Sul portapacchi la cassetta da lavoro.È stata la mia scuola di base.Nei periodi di luce migliore uscivo quasi ogni giorno, subito dopo pranzo, e tornavo dopo due tre ore con le mani sporche e il quadro finito. Non ricordo di averne mai ripresi. Ho prodotto così parecchie centinaia di dipinti, molti venduti per poco e spesso regalati.
Parallelamente a Treviso, ho molto amato e dipinto il paesaggio intorno a Conegliano, dove da piccoli passavamo tre mesi estivi nella casa di famiglia al colmo di una collina, con vista a 360 gradi dalla pianura fino alle Prealpi.
Sin dall’inizio preparavo da solo le tele con la colla di coniglio, sempre seguendo il manuale e mi facevo i telai con legni di fortuna; poi il papà ne ha fatti fare una quindicina dal suo falegname ed io li usavo più volte, staccando le tele asciutte.
Quelle tele da allora sono rimaste arrotolate e legate con lo spago in un angolo della soffitta, assieme agli altri lavori coevi. Doveva capitare una tesi di laurea, sull’influsso del territorio nella mia ricerca, per farmeli riesumare pochi anni fa. A distanza di oltre mezzo secolo la prima sorpresa è stata quella di ricordarmeli uno per uno, man mano che uscivano. Più grande quella di constatare la crescita quasi costante, da un mese all’altro, della tecnica pittorica e della sensibilità cromatica; con punte sorprendenti per un adolescente autodidatta.
Crescita motivata e sostenuta, credo, da un entusiasmo sempre crescente e dalla sfida di riuscire a trasmettere quel sentimento poetico che sentivo nei luoghi.
Commovente, alla fine, scoprire una forte affinità tematica e stilistica tra la mia ricerca attuale e quegli ultimi lavori del 1969 che chiudono gli anni del paesaggio e della prima formazione.

Paolo del Giudice
Ottobre 2019



26 ottobre – 30 novembre 2019

Mantova

Showroom Life
Corso Garibaldi 123, Mantova

Inaugurazione sabato 26 ottobre 2019, ore 17.00

Aperto dal martedì al sabato
9.00 – 12.30 / 16.00 – 19.00

Info 328 5727480

Nuova incursione mantovana di Paolo Del Giudice con opere in gran parte inedite. Numerose sono le presenze dell’artista nella nostra città a partire dalla rassegna del 2006 a Palazzo Ducale dedicata a Pier Paolo Pasolini, fino all’ultima memorabile “Visioni del sacro” alla Madonna della Vittoria nel 2017, passando per appuntamenti espositivi all’Archivio di Stato, al Bosco delle Bertone e alle varie personali alla Libreria Einaudi. Ora la sfida è di mettere le opere in dialogo tra loro in accordo con gli ambienti arredati del Life. Nelle tre tematiche pensate per l’esposizione – cose, luoghi, persone – il tratto inconfondibile di Del Giudice fissa sulla tela quel momento magico in cui l’immagine racchiude il massimo di intensità espressiva, oltreché di inaspettata dinamicità, fino a cogliere nell’oggetto l’essenza delle cose. L’artista scruta il mondo nel suo infinito divenire attraverso il filtro della memoria, donandoci con la forza evocativa della sola pittura la parvenza dell’eterno. Con quel velo di colore crea atmosfere che ci sorprendono e catturano, mettendo in gioco la nostra immaginazione. Con poco riesce a dire molto quasi raccogliendo l’invito di Delacroix “La bravura del pittore sta nell’abilità di disegnare un uomo che cade dal decimo piano”. Nella infinitamente piccola frazione di tempo riuscire a rappresentare spirito, materia, azione e rimembranza. Non è forse questo anche l’impegno di Paolo Del Giudice? La mostra nasce dalla collaborazione con gli amici del Centro di Cultura Einaudi di Mantova.

Biografia – Biography

English version

 

Nato a Treviso nel 1952, vive e lavora tra la casa in città e lo studio ai piedi del vicino Montello. Il suo apprendistato si è svolto tra i dieci e i sedici anni dipingendo dal vero nel paesaggio.

Dal 1968 inizia a lavorare in studio, spostando il suo interesse sulla figura umana affrontata in chiave espressionista. Elabora in pochi anni un linguaggio già autonomo, tanto da conseguire, nel 1970, il primo premio alla X edizione della prestigiosa Biennale Triveneta d’Arte di Cittadella. Leggi tutto “Biografia – Biography”